Fondazione Pianspessa · 2025

Adotta
un albero

Una campagna social costruita con lo sguardo dei bambini.

Per raccontare il progetto di adozione degli alberi della Fondazione Pianspessa ho scelto di partire dall’emotività: disegni ricreati in stile infantile, nomi, piccole frasi e microstorie trasformano ogni albero in qualcosa a cui affezionarsi.

RuoloConcept & Creative Direction
CompetenzeSocial Campaign · Graphic Design · Storytelling · Copywriting
Creatività della campagna Adotta un albero per Fondazione Pianspessa Social campaign · Carousel
01 / Idea

Il punto di partenza

Prima l’affetto.
Poi l’azione.

L’obiettivo non era spiegare semplicemente che un albero può essere adottato, ma rendere il gesto immediatamente vicino e personale. Il linguaggio infantile permette di abbassare la distanza tra progetto e pubblico: l’albero smette di essere un elemento astratto e diventa “Pino”, “Frondino”, oppure quello che un bambino immagina possa crescere vicino al Roccolo.

Emotività
Immediatezza
Infanzia
Natura
Racconto
02 / Storytelling

Tre piccoli racconti

Un albero diventa
un personaggio.

La campagna è costruita come una piccola sequenza narrativa. Ogni creatività presenta un albero attraverso una voce diversa: poche righe, un nome scritto a mano e un disegno volutamente ingenuo. Il risultato è una comunicazione semplice da capire ma abbastanza personale da fermare lo scroll.

“Così cresce meglio.”
La scrittura conserva volutamente il tono spontaneo di un bambino: osservazioni piccole, concrete, affettuose. Non si parla di sostenibilità in modo astratto; si racconta il rapporto che potrebbe nascere con un singolo albero.
Disegno del Roccolo e degli alberi, campagna Fondazione Pianspessa
Davide
Disegno dell'albero Pino, campagna Fondazione Pianspessa
Marta
Disegno dell'albero Frondino, campagna Fondazione Pianspessa
Tommaso
03 / Visual language

Una grafica che non sembra pubblicità

Imperfezione
come linguaggio.

Il sistema visivo evita volutamente l’estetica troppo istituzionale. Segni irregolari, matite colorate, carta, scrittura manuale e composizioni essenziali ricreano l’universo dei disegni dei bambini e fanno percepire la campagna come un piccolo racconto, non come un annuncio promozionale.

01 · Disegno

Segni semplici,
riconoscibili subito.

Alberi, sentieri e paesaggio vengono ridotti a forme elementari. L’immediatezza visiva rende il contenuto leggibile anche in pochi secondi, nel ritmo veloce del feed.

02 · Voce

Una frase basta
per creare relazione.

Ogni testo aggiunge un gesto umano al disegno: parlare piano a un albero, salutarlo, immaginarlo crescere. La causa viene raccontata attraverso una relazione, non attraverso una spiegazione.

04 / Call to action

La chiusura del carousel

Dal racconto
alla partecipazione.

Dopo tre microstorie, l’ultima slide cambia funzione: conserva lo stesso linguaggio visivo ma lo trasforma in invito. “Adotta un albero anche tu” arriva dopo aver creato empatia, mentre la domanda finale — “E tu, come lo chiameresti?” — rende la call to action personale e facilmente condivisibile.

Call to action Adotta un albero anche tu, Fondazione Pianspessa

Una CTA che arriva dopo la storia.

La conversione non viene chiesta all’inizio. Prima si costruisce un piccolo mondo emotivo; solo alla fine il pubblico viene invitato a entrarci. È questo passaggio a rendere la campagna più calda, diretta e memorabile.

Non spiegare soltanto una causa.
Farla sentire.

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